farmaci mancantiIl problema dei farmaci mancanti è finalmente risolto? FarmaciaVirtuale.it è tornata a occuparsi di una criticità che periodicamente intacca il lavoro dei farmacisti, raccogliendo con un sondaggio le opinioni di chi ogni giorno lavora dietro al bancone. Il dato che emerge, seppur a tinte meno fosche se raffrontato con l’anno scorso, continua a mostrare un quadro non edificante: il 59,2% risponde che «no, la filiera arreca grave disservizio alla farmacia, privandola delle quantità necessarie allo svolgimento del servizio», mentre il 37,8% afferma che il problema è risolto in parte, le quantità che la farmacia ottiene sono parzialmente sufficienti a soddisfare la domanda dei pazienti. Solo il 3% sostiene che la criticità sia completamente risolta e la farmacia riesca a erogare le quantità richieste dai cittadini. A chi imputare la responsabilità di questa situazione? Per il 52,6% all’industria farmaceutica che contingenta i farmaci, per il 47,5% alla distribuzione intermedia, cioè il grossista, che sottrae quantità dal mercato per l’export, e per il 46,4% alle farmacie, che rastrellano quantità dal mercato per l’esportazione parallela. Alla domanda se l’export di farmaci rappresenti un’opportunità economica per la farmacia, però, meno di uno su tre, il 29,6%, risponde in modo affermativo, mentre il 70,4% pensa di no. I più, infatti, sottolineano che «si tratta di un altro lavoro». Tra l’altro, è bene ricordare che anche recentemente il ministero della Salute ha ribadito che le attività di distribuzione e quella di farmacista «anche se svolte da una medesima persona, debbono essere assolutamente separate tra loro» e che i medicinali acquistati dalla farmacia «non possono che essere venduti al pubblico».

Come risolvere allora il problema del contingentamento? La maggior parte dei colleghi, il 66,3%, afferma di aver optato per ordinare direttamente all’industria farmaceutica, mentre il 27,6% dice di aver stretto un rapporto fiduciario con un unico grossista di riferimento. C’è poi chi si appoggia, in caso di mancanza di farmaci, ad altre farmacie, e soprattutto una parte degna di nota di colleghi sottolinea come purtroppo non sia riuscita a risolvere il problema. Il fatto è che spesso, pur ordinando direttamente alle aziende farmaceutiche, si incontrano difficoltà a reperire le giuste quantità di farmaci. Il primato negativo spetta a Sanofi Aventis, seguita a breve distanza da GSK GlaxoSmithKline. Poi Pfizer e Boehringer Ingelheim. A una certa distanza, Ucb e AstraZeneca. Secondo la maggioranza dei colleghi (il 61,2% contro il 38,2%), comunque, l’industria farmaceutica non starebbe approfittando delle carenze per favorire il posizionamento di particolari prodotti o linee di prodotti dello stesso listino. A quali grossisti affidarsi, allora, per garantirsi giuste quantità dei farmaci ordinati? Le risposte non sono incoraggianti: i più, infatti, affermano che non si posa fare conto in tal senso su nessuno. Tra i più affidabili, operanti su rete nazionale, in ogni caso, vengono segnalati Comifar e, con un certo distacco, Unifarm, Cef e Unico.

Anche il quadro del giudizio sulle iniziative ministeriali e del sindacato non è roseo: a dirsi completamente soddisfatto è solamente il 2%, mentre è abbastanza soddisfatto poco più di uno su tre, il 36,2%. Ça va sans dire che ad affermare di essere totalmente insoddisfatto è la quota maggiore, il 61,7%. E se c’è chi riconosce un certo miglioramento generale della situazione o sottolinea positivamente il chiarimento del ministero della Salute citato in precedenza sulla necessità di tenere separata l’attività di grossista da quella di farmacista, i più sottolineano che il problema della mancanza di farmaci non è risolto e che si deve fare di più, in primis impedendo l’export parallelo, ma anche premendo per un prezzo unico europeo dei farmaci.

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7 Commenti

  1. A mio parere siamo alle comiche, mi spiego meglio: per trovare delle soluzioni il primo compito è quello di capire bene il problema dove è. Credo proprio non si sia fatto nulla per affrontarlo in modo correttoe continuiamo da
    anni a discuterne senza riuscire a trovare una soluzione.
    Se dipendesse da una ridotta produzione, allora il problema è a monte e a risolverlo può essere un solo soggetto:
    l’industria farmaceutica che conosce i consumi, i trend stagionali, i picchi di richieste e questo si risolve adeguando i piani di produzione.
    Se dipendesse dalla distribuzione intermedia ne andrebbe contingentato il rifornimento, prendendo lo spunto dai consumi degli anni precedenti, dalle quote di mercato, dallo storico stagionale…
    Se dipendesse dalle esportazioni parallele da parte di farmacie … nulla di piu’ facile: basta non rifornirle, anche perchè non si capisce come e perchè favorire questa anomalia distributiva a scapito del mercato interno.
    Quindi la domanda finaleè : cui prodest ?

  2. “cui prodest? sicuramente non agli interessi del cittadino, e qs sembra assodato. Siamo schiavi del neoliberismo, e quindi un tale logica il prodotto si “posiziona” dove + conviene, e se chiede sommessamente se sia il caso di porre dei limiti alla libera circolazione delle merci, si è subito tacciati di veterocomunismo!!!!….eppure sarebbe molto semplice, con la tecnologia odierna: si contano tutti i pezzi prodotti, nel tempo x si valuta il numero che rimane sul territorio nazionale ed il numero che fisce all’estero, e si valutano le %: se l’export è di molto superiore. lo Stato chiede cortesemente a chi fa export di invertire la % dopo un tempo x, volutamente breve: se l’esito risulta negatico si blocca l’export, in quanto la mancanza del farmaco sul terrirorio nazionale NON puo’ soggiacere alle leggi di mercato….sono almeno 3 anni che siamo a “chiedere con il cappello in mano” 2 pezzi x volte al servizio mancanti, siamo 3 anni che ci sentiamo rispondere “ha già ordinato 5 pezzi in qs mese e nn forniamo + nulla sino al mese prossimo”, sono 3 anni che alcuni farmaci non si trovano mai dal grossista, ad oggi NON si trova un solo pezzo di farmaco per il colesterolo da Milano a Potenza…..+ volte ho interessato Aifa che gentilmente ha risolto il problema intimando alla ditta l’invio del prodotto, stante il fatto che fosse evidente che i pezzi consegnati al grossista erano dell’ordine di 2 pezzi/deposito al mese
    Purtroppo ormai la situazione è questa, e davvero ci sentiamo impotenti nella gestione dello scorte: io oggi ho una giacenza di meno 2 di un prodotto che dalla ditta verrà consegnato SOLO dal primo dicembre 2015…..intanto altre ricette arriveranno e la sotituzione con equivalenti non è possibile in quanto siamo nella stessa situazione….
    Chiedo se questa situazione sia DEGNA di un paese civile? io reputo che sia vergognoso e indegno di un paese civile.
    Ma devvero devo credere che questa Italia si sia ridotta cosi’ in basso?

  3. a completamento del mio pensiero di cui sopra, aggiungo che la farmacia spesso risulta essere l’unica insegna accesa la sera in interi quartieri, dove ormai anche la Gdo ha abbandonato qs aree per zone + redditizie: comunico all’asse Gdo – pararfarmacia, in vista della loro mobilitazione, che la farmacia in Italia, prima della querelle sulla fascia C, hanno un ENORME problema sulla fascia A, quella fascia mutuabile, che la farmacia garantisce capillarmente su tutto il territorio nazionale: io sono una medio piccola farmacia, posizionata all’estremità dell’Impero e come me sono tanti i colleghi molto lontani dalle grandi aree: ormai siamo alla “questua” dei farmaci, ormai le frasi “mi dispiace, ma il prodotto non si trova” sono all’ordine del giorno, proponiamo sconti sui sop ed otc, facciamo sconti sulla C (lontani anni luce, in quanto matematicamente NON possibili rispetto al valore del 57% proposto dalla Onorevole Galgano) proponiamo 1+ 1 sul parafarmaco e sentirci sempre additati come una lobby quando una parte corposa del nostro tempo è dedicato a reperire i farmaci in canali diversi che quello + logico, il grossista, effettivamente ha stancato, visto che oggi, a.d. 15.11.2015 NON è garantita la distribuzione capillare dei farmaci in fascia A….

    Gradirei conoscere l’opinione dell’asse Gdo – parafarmacia: sarebbe utile che essi chiedessero alla Onorevole Galgano come sia possibile uno sconto del 57% sul prezzo al pubblico, ossia un 52% netto iva, a fronte di uno sconto praticato alla farmacia da parte del grossista del 35%….se compro al 35% netto iva NON posso fare uno sconto del 52% netto iva in quanto lo pago 65 e lo vendo a 48 e fino a prova contraria 65 è maggiore di 48, ergo pago + di quello che incasso….
    Grazie

  4. Tutto questo avviene per il semplice fatto che questi farmaci hanno prezzi estremamente diversi nei vari mercati europei.
    Allora perchè ogni volta che c’è una riduzione di prezzo dei farmaci si dice ADEGUAMENTO al prezzo medio europeo???
    Bersani ennesimo esempio della vostra PALESE incapacità ed arroganza con le quali affrontate i problemi seri del Belpaese.

  5. Hai perfettamente ragione i nostri prezzi sono i più bassi d’Europa e continuano a diminuire, altrimenti non ci sarebbe esportazione

  6. A me questo sembra tutto un gioco delle parti:

    1) L’Industria ha vantaggio nel rifornire meglio i luoghi che gli garantiscono un ricavo maggiore (forse qualcuno
    riesce a fare figli e figliastri nella fornitura diretta ma spero che non sia una possibilità)

    2) La Distribuzione intermedia ha vantaggio nel vendere quote di farmaci acquistate a prezzo inferiore nei paesi
    che danno maggiore remunerazione (esportazione)

    3) Alcune farmacie agiscono come distributori intermedi e cercano ugualmente un maggior ricavo ,
    puntando sui diritti come vendita al pubblico ma magari dimenticando qualche dovere come distribuzione
    intermedia (giacenza promiscua e assortimento incompleto o condiviso)

    Tutti gli attori svolgono questo rispettando le normative ma il risultato è che pochi marginano, qualcuno riesce a dare pochi disservizi ma i più si affannano in ricerche “impossibili”

  7. la sensazione è che ormai abbiamo superato il punto non ritorno e quindi sarà sempre peggio: ad oggi, per una sola ditta 78 ordini diretti come emergenza da inizio 2015; domanda di alcuni secondi fa da parte di una collega “a XYZ come stiamo messi?” risposta ” ne abbiamo solo 2, dipsensane per ora 1, in quanto ho fatto ordine ieri sera al servizio emergenza”…..questa è la realtà dei fatti, da almeno 3 anni a qs parte…..ma cmq la C deve uscire, visto che noi si è la “lobby”……siamo talmente lobby che andiamo col cappello in mano a richiedere 2 pezzi per volta agli ordini in emergenza…….

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