Assogenerici fa sapere che i farmaci generici rappresentano il 20,88% del totale del mercato: leggero incremento nel periodo gennaio-marzo 2017 rispetto all’anno precedente.

farmaci generici«Cresce, anche se lentamente, il consumo degli equivalenti che nel periodo gennaio-marzo 2017, guadagnano uno 2,8% nei consumi in classe A del canale farmacia rispetto al primo trimestre del 2016». Ha spiegarlo è il report trimestrale del Centro studi di Assogenerici, secondo il quale i generici equivalenti rappresentano il 20,88% del totale del mercato farmaceutico a volumi nel canale delle farmacie aperte al pubblico (11,6% a valori). «Complessivamente – prosegue l’associazione – il mercato dei generici equivalenti vale 1,5 miliardi di euro (in prezzi ex factory), con un giro d’affari concentrato essenzialmente in classe A (1,17 miliardi; 77% del totale della spesa per farmaci generici). Pur nella generale stagnazione dei consumi farmaceutici emerge una performance positiva degli equivalenti nel canale farmacia, che si chiude con un +1,9% a unità e un +4% a valori, a fronte di segnali di retrocessione dei restanti segmenti del mercato farmaceutico. In questo senso il fattore a maggiore incidenza su questi trend è rappresentato dalle immissioni in commercio di nuovi farmaci generici equivalenti a seguito delle recenti scadenze brevettuali. Ciò nonostante, l’analisi sulla segmentazione del mercato a volumi nel canale farmacia evidenzia che i generici equivalenti totalizzano ancora il 20,88%, contro il 52,56% detenuto dai brand a brevetto scaduto, mentre le specialità sotto brevetto coprono il 26,56% dei consumi».
«Ammonta invece al 14%, sempre nel mercato farmacia – aggiunge il report – la quota del mercato totale a valori totalizzata dagli equivalenti mentre i brand (sotto brevetto e a brevetto scaduto) si spartiscono a pari merito il restante 86%. Con riferimento ai soli consumi off patent, i generici equivalenti assorbono invece il 28% del mercato a volumi del canale farmacia contro il 72% detenuto dai brand a brevetto scaduto». In termini geografici, il consumo si concentra soprattutto al Nord (34,5% a unità; 27,7% a valori), mentre risultano distanziati il Centro (25,2%; 17,6%) e il Sud Italia (20,1%; 13,8%). In particolare, a guidare la classifica dei consumi di equivalenti è la Provincia Autonoma di Trento (40,9% sul totale delle unità dispensate Ssn nel periodo gennaio-marzo), seguita dalla Lombardia (36,9%) e dall’Emilia Romagna (34,4%). Fanalino di coda Calabria (18,2%), Basilicata (18,3%), Campania e Sicilia (19,8%).

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