farmaci contraffattiIl problema dei farmaci contraffatti e del commercio illegale è ormai particolarmente grave in Svizzera. Circa 20.000 medicinali ogni anno vengono immessi nel mercato nero elvetico, con tutti i rischi che ciò comporta per la salute di chi li acquista. È per questo che le autorità della nazione alpina stanno per adottare alcune soluzioni innovative, al fine di rendere il più possibile difficile la vita di chi gestisce la contraffazione. In particolare, il Consiglio degli Stati della Svizzera ha approvato nella giornata di martedì 13 giugno, con 41 voti a favore e nessuno contrario, un progetto con il quale si punta a modificare le confezioni dei farmaci. «Concretamente – spiega il giornale “La Tribune de Genève” – il piano prevede la creazione di una base legale utile per l’apposizione di dispositivi di sicurezza sulle scatole dei medicinali». Si tratta di una serie di novità che dovrebbero essere in grado «di verificare senza rischi di errore l’autenticità dei prodotti», e che garantirebbero al contempo la tracciabilità di ogni confezione. Ma l’obiettivo è di andare anche oltre, introducendo ad esempio dei «meccanismi che possano rilevare se una scatola sia stata aperta». Il quotidiano elvetico spiega che tutto ciò per le case farmaceutiche avrebbe un costo, ma non particolarmente alto. «Le industrie che adotteranno il sistema dovranno ottemperare a standard più stringenti, il che imporrà spese supplementari. A livello europeo, si stima che il prezzo di una confezione dovrebbe aumentare di 0,033 euro (ovvero meno di cinque centesimi). A ciò occorrerà però aggiungere i costi relativi alla gestione dei sistemi di banche-dati e ai dispositivi di verifica». La novità è ora in attesa di un via libera definitivo da parte del Consiglio nazionale, ovvero della Camera bassa della Svizzera, chiamata a pronunciarsi sulla decisione del Consiglio degli Stati.

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