farmaci complementariQuali sono le responsabilità dei farmacisti nei confronti dei pazienti, nel momento in cui decidono di dispensare a questi ultimi dei farmaci complementari? A rispondere alla domanda è uno studio apparso sulla rivisita scientifica International Journal of Pharmacy Practice, curato da un gruppo di ricercatori della Scuola di Farmacia e della facoltà di Medicina dell’università del Queenslland, in Australia. Nello studio, intitolato “Ethical responsibilities of pharmacists when selling complementary medicines: a systematic review”, si sottolinea dapprima che «la diffusa vendita di farmaci complementari nelle farmacie territoriali solleva importanti questioni in riferimento alle responsabilità professionali connesse a tale dispensazione». Per questo si è deciso di approfondire il tema, analizzando attraverso una review gli studi che sono stati finora pubblicati su database come Methods International Pharmaceutical Abstracts, Embase, PubMed, Cinahl, PsycINFO, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2017. Sono stati presi in considerazione, in particolare, i lavori che hanno focalizzato la propria attenzione sulle pratiche concrete e sulla percezione dei farmacisti, ma anche sulle aspettative dei pazienti, sulle normative in vigore o sulle proposte in materia di etica correlate al tema della responsabilità del farmacista. I ricercatori hanno potuto selezionare in questo modo 58 paper, nei quali «i farmacisti e i pazienti hanno identificato la consulenza e il lavoro finalizzato a garantire un uso sicuro dei medicinali complementari come il principale obiettivo del professionista dietro al banco». Alcuni degli studi che sono stati analizzati, poi, si sono concentrati sulla questione del possibile conflitto di interessi che il farmacista potrebbe trovarsi di fronte a sé nel suo doppio ruolo di imprenditore che deve vendere dei prodotti e di professionista della salute. Più in generale, secondo gli autori della review, «la letteratura sul tema della responsabilità è ancora troppo scarna». E, in particolare, le conclusioni alle quali giunge l’analisi è che «esiste il bisogno di sviluppare un dettagliato framework etico, specificatamente dedicato alla dispensazione di farmaci complementari. In questo modo, sarà possibile garantire dei passi in avanti e offrire delle linee guida ai farmacisti nella pratica del loro lavoro».

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