facebook-contenuti-per-le-farmacieGiovedì 11 gennaio 2018 il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato attraverso un post pubblicato sullo stesso social network un profondo cambiamento nell’algoritmo utilizzato per scegliere quali contenuti privilegiare tra quelli visualizzati da ciascun utente. In pratica, come riportato dal Corriere della Sera, «quando faremo scorrere il polpastrello sullo schermo dello smartphone o consulteremo la pagina dal computer da scrivania, vedremo soprattutto aggiornamenti di amici e familiari, o aggiornamenti ritenuti rilevanti per noi in base alle “interazioni significative” dei nostri amici e familiari». Ciò «a scapito dei post delle pagine di giornali o aziende». Un tale cambiamento, ovviamente, non potrà che incidere anche sulle pagine utilizzate dalle farmacie. «L’impatto sarà senza dubbio notevole – spiega a FarmaciaVirtuale.it Nicola Romita, chief executive officer di RifRaf -, ma va anche detto che esistono alcune strategie volte a minimizzare le conseguenze del cambiamento o a sfruttare l’occasione per trarne addirittura un vantaggio. La prima mossa, più semplice, è quella di cercare di migrare all’interno di un gruppo su Facebook. Ciò perché ai gruppi sarà data identica visibilità che alle persone. Ma questo vale soprattutto per le piccole realtà, che hanno soprattutto interesse a mantenere il legame con un ristretto gruppo di persone». Differente è il caso di una farmacia di dimensioni medio-grandi, che magari ha anche avviato la vendita online a livello nazionale: «In questo caso – prosegue Romita – si può immaginare di avviare un investimento utilizzando Facebook Ads. Ciò comporta ovviamente lo stanziamento di un budget da consacrare a tale scopo. Per una farmacia di medie dimensioni si deve immaginare di dover spendere circa 5-600 euro al mese in pubblicità pura, ciò per garantirsi una supporto all’e-commerce su scala nazionale». In merito alla scelta di privilegiare i contenuti personali, infine, il ceo di RifRaf osserva che «è qualcosa di normale, poiché la portata del social network è tale da giustificare la volontà di monetizzare da parte di Zuckerberg».

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