ruggiero lpi«I dati che sono emersi dal convegno Enpaf intitolato “Le politiche per lo sviluppo del Paese: prima l’occupazione o la previdenza?”, hanno dimostrato che la priorità per una “previdenza sostenibile” è il lavoro». Ad affermarlo è stato il presidente delle Libere Parafarmacie Italiane, Ivan Giuseppe Ruggiero, che ha partecipato all’evento, tenuto il 27 giugno 2018 presso Nobile Collegio Chimico Farmaceutico a Roma.
Il dirigente ha ricordato che il convegno ha visto la partecipazione di un panel di relatori di livello particolarmente alto: dal presidente della Fofi Andrea Mandelli, al docente di Chimica farmaceutica presso l’università Federico II di Napoli, Vincenzo Santagada. «La mancanza di lavoro – ha osservato Ruggiero – è causa di influenze negative sull’Enpaf, la cui sostenibilità, tanto apprezzata e decantata, potrebbe essere minata proprio dalla mancanza di occupazione. Nel corso del convegno ho ricordato ai presenti, nei colloqui effettuati, che le parafarmacie rappresentano una risorsa del nostro Paese. Proprio perché manca il lavoro, la politica deve adottare misure ad hoc per incrementarlo». Il presidente delle LPI ha quindi ricordato «che dal lontano 2006 a oggi, a seguito del decreto Bersani, sono state aperte circa 4.500 parafarmacie in tutto il Paese e, secondo una stima autorevole, sono stati creati circa 9.000 posti di lavoro, comprendendo in questa somma i titolari e i dipendenti. Portare a termine il percorso legislativo delle liberalizzazioni, il che significa ad esempio portare la fascia C nelle parafarmacie, potrebbe garantire una crescita occupazionale pari altri 6.000 posti di lavoro circa. A ciò si aggiungerebbero i risparmi per i cittadini, stimati in circa 900 milioni di euro per effetto della concorrenza nel doppio canale farmacia-parafarmacia. E, ovviamente, il tutto poi influenzerebbe positivamente la previdenza, garantendo innanzitutto il saldo dei contributi dovuti, ma anche l’incremento di entrate». È per questo che, ha concluso Ruggiero, «la previdenza e il lavoro devono camminare di pari passo».

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