È stato approvato dal CdA dell’Enpaf il regolamento per il contributo una tantum a iscritti che svolgano attività come lavoratori autonomi, partite Iva o cococo.

enpafIl Consiglio di amministrazione dell’Enpaf ha approvato il 26 maggio scorso il regolamento per l’erogazione del contributo una tantum a favore degli iscritti che svolgano attività professionale in regime di lavoro autonomo, con partita IVA o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, posizione alla quale viene assimilata quella degli iscritti che svolgano la propria attività professionale in base ad una borsa di studio.
A renderlo noto è lo stesso ente previdenziale, che spiega come l’iniziativa riguardi «anche i titolari di esercizi autorizzati alla vendita diretta di farmaci, nonché i soci o agli associati agli utili degli esercizi medesimi. La domanda e la documentazione richieste devono essere trasmesse entro il termine di decadenza del 10 settembre 2016». Il contributo una tantum sarà attribuito secondo un meccanismo che prevede l’assegnazione di un punteggio ai richiedenti. Esso «tiene conto essenzialmente del reddito procapite del nucleo familiare del richiedente», prosegue l’Enpaf, ma «è previsto anche il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo nel caso di nucleo familiare monoreddito e di versamento per sei anni della quota contributiva intera nel corso dell’ultimo decennio (2007 – 2016)». Al contrario, sono previste alcune penalizzazioni «in presenza di immobile con destinazione d’uso 2 o 9 (non locato)».
L’ente spiega inoltre che per qualsiasi ulteriore informazione in merito, così come per scaricare la modulistica necessaria per presentare la domanda, è possibile accedere al sito internet www.enpaf.it: i documenti possono essere scaricati dalla home page del sito o dalle pagine riguardanti la sezione “Assistenza”. «Si rammenta – aggiunge infine l’Enpaf – che come per tutte le precedenti iniziative attivate dalla sezione assistenza anche per questa viene obbligatoriamente richiesta la produzione dell’ISEE ordinario del nucleo familiare del richiedente. Come già precisato in precedenza sebbene la liquidazione delle prestazioni assistenziali, per l’anno corrente, continui ad avvenire sulla base del requisito reddituale pro capite riferito al nucleo familiare del richiedente, la produzione dell’ISEE è obbligatoria e si rende necessaria in quanto l’Enpaf intende introdurre, già a partire dal prossimo anno, un diverso sistema di valutazione della situazione economica del  soggetto richiedente».

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