dl-fiscale-sconti-ssnCome riferito dall’Ansa, il decreto fiscale, collegato alla manovra, ha superato il primo round in Parlamento, ottenendo l’approvazione (con la fiducia) sul maxiemendamento: 148 i voti favorevoli e 116 quelli contrari. «Fuori dalla maggioranza – spiega l’agenzia di stampa – Mdp, che come annunciato sostiene che si tratti di una serie di misure che non solo “non servono al Paese”, ma che sono “di alto gradimento per evasori seriali e furbi del quartierino”. Il testo passa ora alla Camera, dove si annuncia un iter blindato. Al Senato iniziano invece i lavori sulla legge di bilancio». Tra i no al decreto figurano anche quelli dei senatori del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord e di Sinistra Italiana. Del provvedimento, come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, fa parte una norma introdotta attraverso un emendamento firmato dai senatori Andrea Mandelli e Luigi d’Ambrosio Lettieri, attraverso la quale viene disposto l’adeguamento delle soglie di fatturato al di sotto delle quali scattano le agevolazioni sullo sconto dovuto al Servizio Sanitario Nazionale. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha specificato in proposito che «per le farmacie rurali il fatturato non deve superare i 450.000 euro e che, per le altre farmacie, la riduzione dello sconto scatterà in caso di fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell’imposta sul valore aggiunto non superiore a 300.000 euro». Le soglie attuali sono state stabilite più di venti anni fa, nel lontano 1996, ed risultano pari rispettivamente a 750 e 500 milioni di vecchie lire, cifre considerate dalla stessa Fofi «ormai inadeguate, anche soltanto considerando l’inflazione dovuta al passaggio all’euro». Il testo passa dunque all’esame della Camera dove, secondo le informazioni riferite dall’agenzia Askanews, «la commissione Bilancio è già orientata a chiudere l’esame entro il primo dicembre per lasciarsi margini per ulteriori modifiche».

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