ddl concorrenza farmacieIl disegno di legge sulla Concorrenza è approdato in Aula al Senato nella mattinata di giovedì 20 aprile. I due relatori Luigi Marino e Salvatore Tomaselli hanno illustrato le proprie relazioni orali. Il primo ha parlato di «ritardo macrosopico», attribuibile «fino al maggio 2016» alle 134 audizioni e ai 1.739 emendamenti presentati, nonché ad «un intreccio non virtuoso con i lavori di Assemblea». «L’anno che è quasi trascorso, però, – ha aggiunto Marino – dall’aprile-maggio 2016 ad oggi, ci rivela che questo provvedimento tocca temi sensibili e importanti, sui quali non le lobby, ma governo e maggioranza hanno faticato a trovare momenti di sintesi, soprattutto all’avvicinarsi delle scadenze elettorali. Sulla scontistica assicurativa, sull’energia e la maggior tutela, sui farmaci e sulle farmacie, sulle società e sugli atti societari semplificati, nonché sulle piattaforme informatiche per i trasporti e per il turismo, il confronto è stato fin troppo ampio, carico di riflessioni e ripensamenti». Il senatore ha poi osservato: «Si è parlato spesso, a sproposito, di lobby e di lobbisti. La 10a Commissione ha compiuto 134 audizioni tra associazioni d’impresa, sindacati, istituzioni pubbliche e qualche singola impresa. Essi rappresentano la struttura sociale, economica e di servizio del nostro Paese; sono forse troppi, sono ridondanti, ma sono sempre i corpi intermedi della nostra comunità nazionale portatori di interessi particolari, certamente, ma legittimi. Con queste realtà abbiamo intrattenuto contatti nella massima correttezza e trasparenza e nel rispetto della distinzione dei ruoli. Sono dunque queste le malefiche lobby che bloccano e condizionano il Parlamento?». Da parte sua, Tomaselli ha voluto ringraziare le opposizioni, ed in particolare il M5S, per aver «contribuito al miglioramento del provvedimento». I due relatori sono apparsi tuttavia divisi sull’iter del disegno di legge: Marino ha spiegato di vedere di buon occhio un nuovo passaggio in commissione Industria per apportare alcune modifiche. Mentre Tomaselli ha affermato che il testo che sarà votato dall’Aula sarà quello approvato dalla stessa commissione nello scorso mese di agosto.
In ogni caso, come riferito dall’agenzia Reuters, che cita una funzionaria del Senato, «il provvedimento è stato incardinato e subito rinviato a mercoledì 26 aprile». Per l’approvazione occorrerà dunque attendere maggio, ma secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile, già nei primi giorni del mese il testo potrebbe essere licenziato.

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