ddl concorrenza farmacie«Il Parlamento nella terza lettura del Ddl Concorrenza ha approvato solo quattro emendamenti, lasciando invariate le norme sulle farmacie, nonostante gli appelli a rivedere le misure previste, motivati dal fatto che un’eventuale approvazione delle stesse scardinerebbe definitivamente l’istituto delle farmacie». A spiegarlo è il farmacista Francesco Pragliola, in una lettera inviata ai senatori che proprio in queste settimane dovranno vagliare le modifiche apportate al provvedimento a Montecitorio e decidere se adottarlo in via definitiva. Secondo il professionista, sono mancati «il coraggio e la saggezza di rivedere tali norme o di stralciare i provvedimenti. Occorreva fare ben altro in un momento di crisi generalizzata delle farmacie. Si andrà incontro ad un evidente oligopolio nel quale i farmacisti non godranno più di alcun ruolo professionale di controllo sull’uso dei farmaci. Diventeranno meri esecutori di progetti di mercificazione in cui prevarranno le logiche di mercato su quelle della tutela della salute, sul livello occupazionale e sui rapporti distorsivi tra ditte farmaceutiche e distribuzione». Pragliola sottolinea in particolare il fatto che sarebbe necessario, a suo avviso, ripensare completamente l’attuale disegno di legge, proponendo «una trasformazione delle farmacie da ditte individuali o sas, in società di capitali». Queste ultime dovrebbero però «essere costituite da soli farmacisti, senza alcun limite», e inoltre dovrebbe essere prevista «la graduale vendita delle farmacie comunali come indicato nella spending review di Carlo Cottarelli. Si tratta di proposte che risolverebbero il problema del riassorbimento delle parafarmacie e la crescente disoccupazione tra i farmacisti».
Il titolare indica quindi che «una delle eventuali società di capitale sarebbe costituita da Walgreens» e che quest’ultima «nella galassia Walgreens Boots Alliance, presenta attività di distributore di farmaci e parafarmaci, la Almus che fabbrica generici, la produzione di preparati galenici, la Alphega che offre consulenze in materia di marketing. E questo non è oligopolio?». Pragliola ricorda poi che «si potrebbe parlare anche di altre società interessate, come Celesio».

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1 commento

  1. Che Parlamento meraviglioso!

    Prima fanno la frittata e poi gridano al popolo che è immangiabile!

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