ddl concorrenzaIl disegno di legge sulla concorrenza presentato dal governo per proseguire nel processo di liberalizzazione di alcuni settori come è noto sta seguendo il suo iter parlamentare e recentemente sono stati auditi in commissione alla Camera anche i principali rappresentanti della farmacia, tra i comparti interessati dal ddl. Se un grosso punto interrogativo pende sulla spinosa questione della vendita dei medicinali di fascia C con obbligo di prescrizione anche nelle parafarmacie e nella grande distribuzione, ipotesi che parrebbe caldeggiata dalla ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi e che ha creato non poche polemiche tra favorevoli e contrari, altrettanto controverse sono le misure previste che puntano all’ingresso dei capitali in farmacia. FarmaciaVirtuale ha deciso di raccogliere le opinioni le opinioni, e preoccupazioni eventuali, di chi sarà interessato in prima persona sul campo dalle nuove misure che potrebbero essere introdotte, i farmacisti ovviamente, lanciando un sondaggio sui punti principali in discussione.

Sul tavolo c’è l’abolizione del limite attualmente previsto di quattro licenze per un unico soggetto, con l’obiettivo dichiarato di consentire economie di scala che dovrebbero sulla carta portare benefici anche per i cittadini in termini di abbassamento dei prezzi, ma soprattutto c’è l’ingresso di società di capitale tra i titolari della farmacia. Un punto, quest’ultimo, particolarmente delicato per gli scenari che potrebbe aprire, dai rischi di concentrazione delle farmacie nelle mani di pochi grandi ai possibili conflitti di interesse se nella proprietà delle farmacie dovessero entrare produttori e distributori di farmaci, ma anche un quadro tutto nuovo di possibilità potenziali per i farmacisti. È in particolare proprio sull’apertura al capitale prevista dal ddl concorrenza che FarmaciaVirtuale chiede ai colleghi di esprimersi: porterà l’auspicata crescita, o penalizzerà i farmacisti, titolari e no?

Comprendere l’orientamento dei farmacisti può rivelarsi fondamentale in questa fase in cui il disegno di legge è ancora in discussione per lanciare un segnale, ai rappresentanti di categoria e alla politica soprattutto, su quali siano i timori e le aspettative, e per premere per eventuali correttivi. L’inserimento della norma relativa all’ingresso di capitali darà slancio al settore, porterà risorse nuove dopo una lunga crisi, creerà posti di lavoro e farà da sprone anche alle piccole realtà migliorando il livello professionale medio e l’offerta per i pazienti-clienti, o al contrario favorirà gli interessi di pochi grandi investitori e peggiorerà le condizioni generali di lavoro? E i farmacisti titolari sarebbero in ogni caso disposti a cedere la loro titolarità per consentire l’ingresso di capitali? Chi avrà interesse, e possibilità, ad acquistare le farmacie in scala: l’industria farmaceutica, la distribuzione intermedia, investitori esterni al comparto del farmaco, o associazioni di farmacisti? Questioni e prospettive che potrebbero ridisegnare, se le disposizioni previste dal ddl venissero approvate, il futuro dell’intero settore.

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1 commento

  1. Le liberalizzazioni di Bersani e di Monti-Balduzzi, respinte dalla opprimente mistificazione di agguerriti organi di categoria, ci ha portati al DDL Guidi per aprire il fronte delle farmacia a questioni di interesse pubblico, di occupazione, di fruibilità delle cure, di risparmio della spesa pubblica e di appropriatezza delle terapie salutistiche. Sorprende che gli organi di Categoria, non vedono ancora che è necessario giungere in modo concreto e convincente a quegli obbiettivi di carattere sociale-salutistico, che ormai non possono più attendere, costi quel che costi. La farmacia, simbolo di lotte interne sostenute dalla incomprensibile e assurda stratificazione normativa, rischia di crollare vergognosamente per qualcosa che ormai s’incunea sempre di più, per offrire lavoro a softwarehouse e altre professioni e mestieri che ai tempi d’oro della farmacia, erano totalmente fuori. I giovani colleghi, molti di essi, rappresentano l’evoluzione di una specie che è caparbia ed arrogante, ma che dovrà cedere il passo ad essi, anche se della farmacia, resteranno poche briciole. I giovani, sapranno cogliere nuove opportunità e strategie di rispetto interno per restaurare la deontologia professionale e costruire nuovi valori per la nuova farmacia sociale.

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