cumulo pensionistico farmacistiL’istituto del cumulo gratuito a fini pensionistici non è ancora attivo, nonostante sia previsto dalla legge. A denunciarlo sono i senatori Andrea Mandelli (presidente della Fofi), Maria Rizzotti, Emilio Floris, Lionello Marco Pagnoncelli, Enrico Piccinelli e Giancarlo Serafini, che hanno a tal proposito depositato un’interrogazione parlamentare con carattere d’urgenza al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. «All’articolo 1, comma 195, della legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio per il 2017), in vigore dal 1 gennaio 2017 – spiegano i parlamentari – si prevede la modifica e la conseguente estensione del cumulo gratuito per lavoratori autonomi, dipendenti e parasubordinati per la liquidazione del trattamento pensionistico anche ad iscritti agli enti di previdenza privatizzati (professionisti iscritti agli albi) che abbiano visto una doppia contribuzione presso l’INPS e presso le rispettive casse professionali». Si tratta dunque di una possibilità che interessa anche i farmacisti iscritti all’Enpaf. Ebbene, prosegue l’interrogazione, «a distanza di quasi 10 mesi dall’approvazione della legge, questa non risulta ancora applicata e l’istituto di cumulo per gli iscritti agli ordini non è ancora attivo. Anche in ragione di tali ritardi, circa 3 mesi fa è stato costituito il comitato “Cumulo e Casse professionisti” che comprende un totale di 23 figure professionali tra le quali: medici, veterinari, ingegneri, architetti, geometri, giornalisti, farmacisti, eccetera. Il 12 settembre 2017 tale comitato è riuscito ad ottenere un incontro con il presidente dell’INPS Boeri e la dirigente generale dottoressa De Michele, con la rassicurazione che sarebbe uscita una circolare dell’INPS sulla pensione di vecchiaia con il cumulo gratuito, omettendo l’accesso alla pensione anticipata già prevista per legge, e rimandando a eventuali comunicazioni dopo 15 giorni». Il rischio, spiegano i senatori è che «in vista della sessione di bilancio, siano possibili manovre d’intervento con il fine di modificare e superare la norma inapplicata». Per questo chiedono di sapere «se il ministro in indirizzo sia al corrente delle motivazioni alla base di tali ritardi nell’applicazione della legge e quali interventi intenda assumere al fine di rendere operativo l’istituto del cumulo e adeguare le procedure amministrative gestite dall’INPS e dalle casse private».

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