L’Agenzia Italiana del Farmaco ha diramato una nota informativa in materia di contraccezione ormonale d’emergenza a base di levonorgestrel.

contraccezione demergenzaLa Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, in una nota firmata dal segretario Maurizio Pace e dal presidente Andrea Mandelli, ha trasmesso una nota informativa pubblicata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, in materia di contraccezione ormonale di emergenza a base di levonorgestrel. «Il documento – ha spiegato la federazione – contiene alcune raccomandazioni per le utilizzatrici di farmaci induttori degli enzimi epatici». In particolare, come precisato nella stessa nota informativa dell’Aifa, «si raccomanda alle donne che desiderano ricorrere alla contraccezione di emergenza e che hanno usato un medicinale che induce gli enzimi epatici nelle ultime 4 settimane, l’uso di un contraccettivo di emergenza non ormonale, ad esempio dispositivo intrauterino in rame». «Qualora questa opzione non fosse possibile – prosegue la Fofi – è consigliato di “raddoppiare la dose abituale di levonorgestrel da 1,5 mg a 3 mg per compensare la riduzione dei livelli plasmatici di levonorgestrel. Questa riduzione può infatti diminuire l’efficacia dei contraccettivi ormonali in questione. Nella nota è stato inoltre evidenziato che “l’esposizione durante la gravidanza ad alcuni medicinali che causano induzione enzimatica è stata associata a difetti congeniti nel nascituro, perciò è importante escludere la gravidanza dopo l’uso di contraccettivi d’emergenza contenenti levonorgestrel e consigliare forme affidabili di contraccezione regolare alle donne che usano questi medicinali”. La nota contiene inoltre ulteriori informazioni sulla problematica di sicurezza e l’indicazione dei farmaci che influenzano i livelli di levonorgestrel». In passato l’Aifa aveva fatto riferito circa la pubblicazione di una determinazione (n. 464 del 22 marzo 2017) con la quale veniva indicata la “Definizione del regime di fornitura e dei prescrittori per i medicinali a base del principio attivo levonorgestrel nella forma farmaceutica sistema a rilascio intrauterino”. «Per la confezione da 1 sistema a rilascio intrauterino – aveva indicato l’Agenzia – è stato stabilito il regime di fornitura RNR – Medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta, mentre per la confezione da 5 sistemi a rilascio intrauterino si è optato per il regime di fornitura USPL – Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente dallo specialista ginecologo».

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