In una lettera inviata a FarmaciaVirtuale.it una farmacista accusa l’Ordine di Roma (e quello di Latina) di non fare abbastanza per chiedere conto dei ritardi nell’assegnazione delle nuove sedi del concorso.

concorso straordinario lazioFarmaciaVirtuale.it riceve e pubblica una seconda lettera firmata da una farmacista, lettrice del portale, che rivolgendosi al presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Latina Roberto Pennaccio e al presidente dell’Ordine di Roma, Emilio Croce, torna a sottolineare i problemi dei vincitori del concorso straordinario per l’apertura di nuove sedi farmaceutiche sul territorio della regione Lazio.
«Con molto stupore – spiega nel testo – apprendiamo che forse non avete compreso di avere a che fare con colleghi vostri pari. Prima o poi (nonostante l’incertezza della tempistica questo è certo) dovremo sederci insieme in assemblea, e di certo siamo sempre noi che avremo potere di voto, tanto quanto voi, alle prossime elezioni. Abbiamo letto la timida letterina con la quale il dott. Croce ha chiesto alla Regione, ed in particolare al suo presidente, le ragioni del ritardo nella emanazione dei decreti definitivi di assegnazione delle sedi farmaceutiche. Parrebbe invero quasi che lui si scusasse per le nostre intemperanze, non dimostrandosi davvero arrabbiato quanto noi». La farmacista quindi ricorda che la procedura – comprese le fasi di assegnazione da parte del ministero della Salute – sono state espletate e che le sedi sono anche già state accettate dai vincitori del concorso. Inoltre, nella lettera ci si chiede come mai Croce non abbia reagito «di fronte all’assenza di risposte», e per «non essere stato preso in considerazione né dal presidente Zingaretti, né da due semplici dirigenti del servizio farmaceutico, che normalmente di fronte ad un presidente di un Ordine così importante come quello dei farmacisti di Roma, sono stati in altre occasioni subito pronti ad un dialogo o ad uno scambio di idee». «Noi – prosegue la farmacista – abbiamo richiesto il suo intervento in merito a tale ingiusta situazione perché lui è il nostro presidente. Non vogliamo essere presi in giro. Non siamo ingenui, ma pratici, ed in virtù delle comunicazioni di assegnazione ricevute, siamo legittimati: molti di noi hanno già trovato i locali dove sorgeranno le nuove farmacie, e si sono impegnati economicamente per bloccarli. Hanno intavolato a tale scopo accordi con gli arredatori, e alcuni si sono anche licenziato dal precedente lavoro. Di certo qualcuno si dovrà fare carico dei danni causati da questo ingiustificato ritardo».

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