Il coordinamento nazionale dei vincitori del concorso straordinario per nuove farmacie hanno chiesto un incontro con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

concorso straordinario farmacieIl portavoce del coordinamento nazionale dei farmacisti vincitori del concorso straordinario per l’apertura di nuove farmacie, Giuseppe Augello, ha indirizzato una lettera aperta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Torniamo a chiedere un incontro – si legge nella missiva – perché siamo convinti che il nostro diritto di vincitori di un pubblico concorso non possa essere trasformato in un sistema per annientare la carriera professionale di chi, rispettando la legge dello Stato, vede vanificare le proprie speranze». «Signora ministra – prosegue Augello – abbiamo la sola colpa di aver fatto le nostre scelte, rispettando i dettami di una piattaforma voluta proprio dal suo ministero, che adesso preferisce ignorarci. Non è affidandoci al giudizio della magistratura che si risolverà la questione. Non abbiamo fatto torto a nessuno, abbiamo solo rispettato le regole. Una legge speciale l’ha voluta il governo della nostra Repubblica: essa, in quanto tale, bypassava le norme contenute nelle leggi ordinarie». Il coordinamento dei vincitori si è chiesto perciò «se il rispetto delle regole valga per tutti i cittadini di una nazione o solo per quelli amministrati in modo corretto. Mentre gli altri, forse i più assetati di sviluppo economico e lavoro, debbono invece essere ignorati, puniti e vessati. Ci riteniamo per queste ragioni degni di essere ascoltati». Come noto, il percorso dei partecipanti al concorso straordinario è stato particolarmente tortuoso. Gli iter hanno viaggiato a velocità differenti in ciascuna regione del Paese, il che comporta il fatto che mentre in alcune realtà le farmacie sono già state assegnate, in altre si è ancora in alto mare. Ultima novità in ordine di tempo è quella che ha riguardato la Regione Sicilia, nella quale l’assessorato alla Salute ha deciso di imporre un nuovo stop all’assegnazione delle oltre 200 licenze bandite. Una “pausa di riflessione”, è stato spiegato, dettata anche dai numerosi ricorsi pendenti sulla procedura.

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