cittadinanzattiva farmaciÈ stato presentato il 12 dicembre 2017 a Roma il XX Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, dal titolo “Sanità pubblica: prima scelta, ma a caro prezzo”. Il documento – realizzato con il sostegno non condizionato di IPASVI, FNOMCeO e FOFI – spiega che per i cittadini italiani è ancora «difficile accedere al servizio sanitario pubblico». «Poco meno di un terzo della popolazione – spiega lo studio – lamenta infatti difficoltà, ritardi, così come eccesso di burocrazia e costi». Le principali problematiche che vengono citate dal rapporto, in questo senso, sono quelle «delle liste d’attesa e dei ticket ed esenzioni, le prime con un dato stabile al 54,1% e le seconde con un aumento dal 30,5% che era stato registrato nel 2015 al 37,5% del 2016».
Il rapporto, inoltre, si concentra sul tema dell’accesso ai medicinali, spiegando che risultano in aumento le «segnalazioni su fascia A, farmaci indisponibili nelle farmacie e non commercializzati in Italia. Il dato generale mostra una flessione (dal 5,8% al 4,2%, sempre tra il 205 e il 2016, ndr), ma evidenzia alcuni fenomeni in aumento: crescono le segnalazioni del mancato accesso ai farmaci per l’epatite c (44,4%); il 24,2% segnala poi l’indisponibilità dei farmaci; il 18,3% la spesa privata che per molti diventa insostenibile, soprattutto per i farmaci di fascia C, per l’onere derivante dalla differenza di prezzo fra brand e generico, e per l’aumento del ticket. Le segnalazioni si riferiscono prevalentemente a farmaci di fascia A (48,5% nel 2016, con un aumento di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente)». «I cittadini non ce la fanno più ad aspettare e a metter mano al portafoglio per curarsi. Anche le vie dell’intramoenia e del privato sono diventate insostenibili. Serve più Servizio Sanitario Pubblico, più accessibile, efficiente e tempestivo», ha commentato Tonino Aceti, coordinatore nazionale Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.

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