carenze-di-farmaciSi è conclusa il 3 luglio 2018 una riunione del Tavolo sulle carenze coordinato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, alla quale hanno partecipato Federfarma, Assofarm e Farmacieunite. Il segretario nazionale di quest’ultima sigla, Maurizio Giacomazzi, ha spiegato che i lavori «stanno andando bene: le problematiche vengono analizzate da diversi punti di vista ma sempre nell’alveo di un percorso condiviso». La discussione ha toccato nuovamente, aggiunge Farmacieunite, «l’anomala questione degli ispettori regionali che avevano riferito di esosi costi di trasporto richiesti da alcuni operatori per la fornitura di farmaci indisponibili. Sul tema era intervenuto alcuni giorni fa anche Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità Prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, che, rilasciando una dichiarazione ad una testata online, ha ribadito che “il nostro approccio rimane sempre lo stesso. Partiamo dalle segnalazioni e raccogliamo in maniera scientifica i dati, per confermare il quadro e valutare nel caso se si tratti di situazioni isolate o di una ‘cattiva pratica’ ricorrente: l’analisi permette di capire se e quanto sia illegittima la prassi segnalata, aiutando chi ha la competenza a intervenire di conseguenza ma soprattutto, trovando, insieme alla filiera, soluzioni e azioni condivise”». Giacomazzi ha precisato che il nuovo appuntamento del tavolo è previsto per il prossimo mese di settembre. In tale occasione «ogni partecipante si è impegnato a portare proposte concrete di soluzione ai problemi affrontati». Nel corso del mese di aprile 2018, FarmaciaVirtuale.it ha intervistato Fabrizio Gianfrate, docente di Economia sanitaria e farmaceutica, che ha fornito in particolare la propria opinione sul fenomeno del parallel trade. «La realtà – aveva spiegato – è che sul tema non è cambiato molto: non ci sono stati interventi normativi e il fenomeno è rimasto tale e quale a prima. Diciamo che esiste una certa oscillazione fisiologica, dovuta al fatto che in certi momenti il differenziale di prezzo di alcuni farmaci risulta superiore, per cui il parallel trade è più conveniente e dunque intenso».

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