Il ministero della Salute ha risposto ad una richiesta di chiarimenti avanzata dalla deputata Mara Mucci in merito alla carenza di Bediol (cannabis importata dall’Olanda).

carenza di bediolLa deputata Mara Mucci, eletta dapprima con il M5S, quindi passata al misto e poi con i Radicali nel 2016, ha segnalato il fatto che «il farmaco Bediol, a base di thc e cannabinoidei è introvabile da settimane». E ciò «sta creando disagi ai malati con regolare prescrizione medica». La stessa parlamentare ha riportato sul proprio sito internet la risposta giunta dal ministero della Salute: «Il progetto per la produzione nazionale di cannabis ad uso medico presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è stato avviato con l’intento di garantire ai pazienti, a cui vengono prescritte preparazioni magistrali di origine vegetale a base di cannabis, di accedere alle cure in tutto il territorio nazionale, superando anche il rischio di eventuali carenze legate a temporanee indisponibilità dei prodotti importati e, al contempo, riducendo i costi connessi alle procedure di importazione dall’estero». Il dicastero ricorda poi che la disponibilità della sostanza è iniziata dal 14 dicembre 2016 e che da quel momento è acquistabile in tutte le farmacie e Asl che l’abbiano richiesta, dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile.
Nella lettera si riferisce inoltre il fatto che molti medici hanno sostituito la prescrizione di Bediol, importato dall’Olanda, con quella di produzione nazionale. «È vero – ammette il ministero – che nel mese di maggio si è registrata la carenza di tale prodotto d’importazione». Ma il governo precisa che nel 2016 sono stati importati 55 chilogrammi di Bediol, che sono bastati per le necessità dell’intero anno. Mentre nel 2017, «fino alla carenza di maggio ne sono stati importati oltre 32 chilogrammi». Alla segnalazione delle difficoltà nel reperire il Bediol, il ministero afferma di aver chiesto allo Stabilimento Chimico Farmaceutico di intensificare la produzione; quest’ultimo ha risposto di aver già distribuito 22 chilogrammi e di averne pronti altri 25. Per questo, ha concluso il dicastero, «si ritiene che la disponibilità che si avrà nell’anno in corso possa risultare sufficiente a coprire le necessità di trattamento dei pazienti».

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