Dopo la nota del Ministero della Salute sulle segnalazioni di “situazioni anomale” nella commercializzazione della cannabis, interviene il Dr. Ternelli, titolare di una delle farmacie coinvolte: «Vicenda surreale».

preparazioni a base di cannabis«È veramente brutto leggere illazioni da parte di chi non sa»: Marco Ternelli, titolare di una farmacia galenica a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, commenta così la questione riguardante le segnalazioni da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze di alcune “situazioni anomale” seguite all’avvio della commercializzazione della cannabis di produzione nazionale, questione già affrontata da FarmaciaVirtuale.it in un precedente articolo. Quella del Dr. Ternelli è proprio una delle quattro farmacie oggetto di segnalazioni e verifiche da parte del Ministero della Salute, che in una nota ha fatto riferimento alla diffusione su internet di materiale di propaganda pubblicitaria relativo a preparazioni a base di cannabis a uso medico, disponibile – secondo quanto dichiarato dal dicastero – anche sui siti di alcune farmacie sulle quali lo stesso Stabilimento ha deciso di accendere i riflettori a seguito di richieste di ingenti quantitativi di cannabis FM-2. La questione, come ha riportato FarmaciaVirtuale.it, è stata commentata in un comunicato anche dal Presidente di FarmacieUnite Franco Gariboldi Muschietti, che ha sottolineato l’importanza di aver messo a disposizione dei pazienti che ne hanno bisogno la cannabis FM-2 anche attraverso farmacie aperte al pubblico, una conquista che, secondo Muschietti, «non può essere pregiudicata dai comportamenti sconsiderati di qualche operatore per il quale il lucro viene prima dell’etica professionale e delle ragioni della salute». «La mia farmacia è l’unica a non aver ancora ricevuto la visita dei Nas, ma penso arriveranno a breve – commenta Ternelli – Considero deplorevole l’atteggiamento dello Stabilimento chimico farmaceutico militare. Riconosco infatti che abbia una funzione di vigilanza e controllo, ma in questo caso si è permesso di valutare la richiesta di certi quantitativi di cannabis come un segno di comportamento illecito, senza considerare il fatto che una farmacia ha avuto tempo sin dal 2013, anno dell’entrata in vigore del decreto che autorizza l’utilizzo terapeutico dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis, per crearsi un suo volume di consumi e quindi arrivare a chiedere un certo quantitativo di questa sostanza. Senza inoltre aver considerato la legislazione a riguardo presente in Emilia Romagna, che dallo scorso settembre ha dato il via libera effettivo ai medici della Regione per la prescrizione dei farmaci a base di cannabis». Da una ricerca effettuata da FarmaciaVirtuale.it, è emerso che le segnalazioni di propaganda e vendita online non troverebbero alcun riscontro concreto: non risulterebbe, infatti, nelle province indicate, la presenza di farmacie autorizzate alla commercializzazione di farmaci Sop e Otc online, e non vi sarebbe neanche la possibilità, da parte di un utente, di poter acquistare preparati a base di cannabis attraverso il web. Sarebbe infatti paradossale che le farmacie segnalate, pur conoscendo la stringente norma che regolamenta le sostanze stupefacenti, abbiano intentato una pericolosa attività di vendita online di cannabis terapeutica. Circostanza confermata dal Dr. Ternelli: «La vicenda ha del surreale – spiega il farmacista – “Qualcuno”, senza approfondire, ha interpretato che la cannabis fosse venduta online perché su Cercagalenico.it era presente il pulsante “Ordina”, la cui pressione però non faceva altro che aprire una finestra per inviare una mail alla farmacia con richiesta di informazioni, mentre su Letsweed.com è presente una sezione “Store” che permette di vedere – e non di vendere – le qualità di cannabis di cui dispone la farmacia. Si è ignorata soprattutto l’esistenza, da ben prima della cannabis, di Cercagalenico.it , la cui mission sociale è permettere a medici e pazienti di trovare una farmacia in grado di realizzare il farmaco galenico di cui necessitano. Non si tratta assolutamente di siti di e-commerce e non è consentito l’acquisto online di preparazioni galeniche. In definitiva – conclude Ternelli – non c’è pubblicità alcuna».

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