cannabisLa questione delle difficoltà nel reperimento della cannabis per le preparazioni galeniche è tornata dall’inizio del 2018 a riempire le pagine dei giornali. La trasmissione Il Settimanale di RaiTre, ha sottolineato che «da alcune settimane è difficile reperire la sostanza. La produzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, pari a 100 chilogrammi all’anno, non riesce a far fronte alla richiesta dei numerosi pazienti che la usano, per curare soprattutto malattie legate alla spasticità e al dolore». Il programma televisivo ha aggiunto inoltre che «anche la quantità che importiamo dai Paesi Bassi è insufficiente». Sulla questione è intervenuto il farmacista Marco Ternelli, co-fondatore di Farmagalenica Snc, che in un’intervista rilasciata al quotidiano La Gazzetta di Reggio, ha confermato: «Il problema esiste, anche se è parzialmente in fase di risoluzione. Ma probabilmente si ripresenterà». Il professionista ricorda quindi i problemi che devono affrontare i farmacisti: «Il fatto è che la cannabis ci arriva quasi esclusivamente dai Paesi Bassi». Un’importazione sottoposta ad un massimale: «Non se ne esportano più di 250 chilogrammi all’anno per Paese europeo. Ebbene, di fronte ad un notevole aumento delle richieste, a novembre l’Olanda ha superato il tetto e ha chiuso i rubinetti. E così a novembre e dicembre la cannabis ad uso terapeutico è diventata introvabile. Proprio in questi giorni il contatore sarà azzerato e potremo ricominciare ad importare». Secondo Ternelli, per uscire dal problema occorre «cambiare strategia. Il ministero lo scorso anno aveva chiesto all’Olanda 200 chilogrammi, sottovalutando la reale necessità». Quindi è stato fatto un bando per importare da altri Paesi: «Da quest’anno potremo quindi ricevere anche 100 chilogrammi di cannabis dal Canada. Ma considerando i tempi del ministero, chissà quando potranno arrivare». Per questo, secondo il farmacista «alla metà dell’anno saremo già daccapo». Lo stesso Ternelli ricorda poi che a livello nazionale solo 600 farmacie su 18.000 effettuano preparazioni a base di cannabis terapeutica.

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