farmacie canadaPer le farmacie canadesi presenti in Quebec si è avviata una dinamica che ha il sapore della marcia indietro. La “diversificazione”, in alcuni casi estrema, che è stata effettuata da numerosi esercizi negli ultimi anni non ha dato evidentemente i frutti sperati, nonostante sia stata particolarmente marcata. «Ancora oggi, per chi arriva per la prima volta in una di tali farmacie l’effetto-sorpresa è spesso grande. Non è raro vedere persone che fanno qualche passo indietro, varcando la soglia per controllare l’insegna ed accertarsi di non essere entrati nel negozio sbagliato», racconta il Journal International de Médecine (JIM). E se anche in Europa «si è ormai abituati agli scaffali diversificati, è difficile aspettarsi, come accade in Canada, proposte di bibite gassate, marmellate e torte in quello che resta per noi un luogo dedicato alla salute e ai prodotti per igiene e benessere». Tuttavia, anche in Quebec la scelta strategica di offrire anche prodotti che hanno ben poco a che vedere con una farmacia potrebbe presto essere un ricordo. «Due dei principali gruppi di farmacie della regione – prosegue il giornale – hanno deciso di rinunciare progressivamente a tali segmenti, riorientandosi sulla salute. È il caso del marchio Uniprix, secondo quanto riferito dal quotidiano canadese La Presse. Si tratta di una scelta che segue solamente di pochi mesi quella del concorrente Familprix, che per primo ha deciso di centrare nuovamente i propri negozi sui servizi sanitari, abbandonando le prerogative da “minimarket”». D’altra parte – come sottolineato al JIM da Corinne Voyer, direttrice di un’associazione canadese che lotta contro l’obesità – in alcuni casi i prodotti venduti apparivano perfino in contraddizione con la missione delle farmacie: «Non è logico vendere nello stesso luogo bevande iper-zuccherate, la cui assunzione è associata ad una patologia come il diabete, e al contempo dispensare medicinali per la cura di tale malattia. Le farmacie dovrebbero rimanere unicamente dei luoghi per la promozione della salute: la vendita di cibi non sani entra in modo evidente in conflitto con la missione professionale dei farmacisti».
Secondo il JIM dalle farmacie canadesi verrà ritirato un terzo dei circa 10.000 prodotti attualmente proposti. Al loro posto, nell’arco dei prossimi anni, saranno offerti «servizi professionali, alcuni gratuiti altri a pagamento, come conferenze di specialisti, atellier o punti informativi sulla salute».

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