La questione della possibilità di cancellare il codice di tracciabilità dalle confezioni dei farmaci è stata posta da FarmaciaVirtuale.it al deputato Paolo Russo, che in una videointervista fa sapere di essere a conoscenza del problema «già da tempo. Prontamente ho interrogato il ministero nel corso di question time già da oltre due anni». Secondo il parlamentare la causa delle presunte difformità dei bollini farmaceutici non è facile da comprendere: «Non ho una competenza tecnica tale da poter individuare la causa ed offrire soluzioni. So che accade, e occorre risolvere il problema. È una vicenda che va affrontata: da una parte Aifa e ministero devono garantire l’assoluta tracciabilità del farmaco, dall’altra devono evitare che si ripetano questi casi, che sono inquietanti perché indicano come sia possibile avere una porta di accesso al fenomeno della contraffazione». «Ad ogni mia interrogazione – prosegue Russo – il ministero rispondeva che la vicenda di lì a poco sarebbe stata risolta. Quindi delle due l’una: o le misure poste in essere non sono state sufficienti, o non sono mai state realmente adottate». Inoltre, in merito alla possibilità di vendita da parte delle farmacie dei medicinali con bollini difettosi, il deputato ha spiegato che a suo avviso ne hanno facoltà: «Il ministero non ha negato la criticità tecnica che ho rilevato, ma non si tratta di contraffazione. Ed è evidente che sia i farmacisti che i grossisti possono effettuare controlli ma non possono mettersi a grattare tutti i bollini». In merito ai sequestri, quindi, il deputato ha spiegato che «dobbiamo ringraziare i Nas che hanno affrontato la questione, ma è vero anche che non si possano fare sequestri simultanei in tutte le farmacie italiane: è piuttosto la politica, il governo che devono intervenire, e farlo velocemente, per dare certezze al cittadino sulla qualità del prodotto. Se tutti i farmaci salvavita con bollini difettosi fossero sequestrati in tutta Italia sarebbe una tragedia per i pazienti, ma sono certo che in un caso del genere Aifa e ministero interverrebbero subito». La soluzione della questione, ha concluso il parlamentare, «è perciò la tracciabilità assoluta. Oggi i prodotti della filiera alimentare hanno una tracciabilità dalla nascita alla vendita, lo si può fare anche con il farmaco e abbiamo il dovere di farlo».

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