studi-di-settore-farmacieIl dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha pubblicato le statistiche relative agli studi di settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, alle dichiarazioni IVA e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2017, relativi al periodo d’imposta 2016 (dichiarazioni presentate nel 2017).
Il Mef ha precisato che «l’applicazione degli studi di settore nel 2016 ha riguardato circa 3,2 milioni di soggetti (62,2% persone fisiche), in calo del 5,1% rispetto all’anno precedente. Il risultato è effetto principalmente dell’aumento delle adesioni al regime forfettario, che non prevede l’applicazione degli studi di settore ai soggetti che aderiscono a tale regime semplificato». I ricavi/compensi totali dei contribuenti soggetti agli studi di settore, riferiti all’anno di imposta 2016, sono risultati pari a 723 miliardi di euro. «Il comparto dei servizi – prosegue il ministero – mostra l’incremento maggiore (+1,5%), seguito dalle attività manifatturiere (+0,2%); sostanzialmente stabile risulta il commercio, mentre le attività professionali mostrano un lieve calo (-0,3%). Il reddito totale dichiarato è pari a circa 107 miliardi di euro, in linea rispetto all’anno precedente; il reddito medio è pari a 30.360 euro per le persone fisiche (+6,2%), a 41.820 euro per le società di persone (+3,7%) e a 33.240 euro per le società di capitali ed enti (+3,9%)».
Ancor più nello specifico, «il reddito medio dichiarato più elevato si registra nel settore delle attività professionali (47.780 euro, +7,8% rispetto al 2015), seguito dal settore delle attività manifatturiere (40.460 euro, +8,1% sul 2015) e dal settore dei servizi (28.620 euro, +4%), mentre il reddito medio dichiarato più basso appartiene al commercio (23.680 euro, con un aumento pari al 5,2%)». In particolare, come riferito dalla testata economica Il Sole 24 Ore, «pescatori, gestori di impianti sportivi e di centri termali, ceramisti e mercerie sono le categorie di imprese e lavoratori autonomi che, stando alle statistiche sugli studi di settore pubblicate dal Mef, nel 2017 hanno dichiarato i redditi più bassi, inferiori in tutti i casi ai 10.000 euro». Al contrario i più ricchi sono risultati gli studi notarili, come ogni anno, il cui reddito medio è cresciuto a 285.000 euro, seguiti dalle farmacie, a 121.000 euro.
Farmacie che ricordiamo sono sempre certosine nel dichiarare fino all’ultimo centesimo e pertanto rientrano sempre al “top” nelle statistiche del MEF.

© Riproduzione riservata