amazon-pillpackNon appresta a fermarsi la voglia di conquistare il mondo del retail di Jeff Bezos e questa volta lo fa entrando a gamba tesa anche nel mondo delle farmacie.
Se qualche mese fa aveva tentato di lanciare, mettendosi da parte a causa delle difficoltà, un piano per la vendita e la distribuzione di prodotti farmaceutici agli ospedali, questa volta ha colpito nel segno acquisendo PillPack, farmacia online statunitense specializzata nello sconfezionamento, preparazione di bustine monodose e consegna di farmaci al domicilio dei pazienti.
Nel concludere quest’operazione, dal valore di 1 miliardo di dollari in contanti, secondo gli analisti del WSJ, il colosso della vendita online ha battuto sul tempo Walmart, interessata nello scorso aprile oltre che all’acquisto della compagnia di assicurazioni Humana, anche di PillPack.
Secondo Jeff Wilke, Ceo di Amazon, «il team di PillPack ha la combinazione giusta tra profonda conoscenza del settore farmaceutico e tecnologia. PillPack – aggiunge – ha significativamente migliorato la vita dei propri utenti e vogliamo contribuire ad aiutarli a risparmiare tempo, semplificare le loro vite e dargli la possibilità di sentirsi più sani».
Secondo gli analisti questa operazione è un avvertimento all’intero mercato farmaceutico e la conferma arriva dalla flessione che hanno subìto in borsa i principali colossi farmaceutici Walgreens, CVS e Rite Aid.
Stefano Pessina, Ceo di Walgreen Boots Alliance, nel corso di una telefonata pianificata per il commento dei dati trimestrali del gruppo, riportata dal Wall Street Journal, ha commentato: «Sì, è una dichiarazione di intenti da parte di Amazon, tuttavia non siamo particolarmente preoccupati. Il mondo delle farmacie è ben più complesso della semplice consegna a domicilio, ed il ruolo delle farmacie fisiche continuerà ad essere molto importante nel futuro». «Sappiamo bene – ha concluso Pessina – che dobbiamo cambiare il livello di servizio reso agli utenti, e stiamo lavorando duro per andare in quella direzione».
L’operazione sarà conclusa nel 2018 dopo il via libera degli enti regolatori statunitensi.

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